torna a LA LINGUA E LA POESIA introduzione al
DIALETTO ROMANESCO
glossario
espressioni e modi di dire esclamazioni ed interiezioni

IN QUESTA PAGINA

  • 3 - dittonghi e trittonghi
  • 4 - la pronuncia delle sillabe "ce" e "ci"
  • 5 - sostituzioni di lettere e gruppi
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    ultimo aggiornamento
    12 febbraio 2000





    1. DITTONGHI E TRITTONGHI

      Tre vocali all'interno di una medesima sillaba non sono compatibili con la pronuncia romanesca, che ama i suoni cadenzati, e che quindi interviene sui dittonghi e i trittonghi accorciandoli o alterandoli di conseguenza:

      miei
      tuoi
      suoi
      i libri tuoi
      i miei parenti

      mia o mii
      tua o tui
      sua o sui
      li libbri tua (o li libbri tui)
      li parenti mia

      Talora la regola viene applicata anche ai plurali nostri e vostri (più per associazione fonetica con i precedenti che per reale difficoltà di pronuncia):

      i soldi vostri
      i nostri amici

      li sordi vostra, ma anche spesso li sordi vostri
      l'amichi nostra, e più spesso l'amichi nostri

      Altri vocaboli contenenti sillabe con tre vocali, o anche semplicemente il dittongo "...uo...", vengono spesso accorciati eliminando l'ultima vocale prima dell'accento:

      aiuola
      puoi
      tuoni

      aiòla
      pòi
      tòni
      (si noti come la grafìa romanesca usi in questi casi una ò (con accento grave).
      In altri casi il vocabolo viene parzialmente modificato:

      bue, buoi

      bove, bovi

      Alcune volte anche altri dittonghi vengono spezzati, se il loro suono è molto diverso (ad esempio i dittonghi "...au...", "...io...", ecc.), mediante l'inserimento di una consonante:

      paura
      piòlo
      Paolo

      pavura
      piròlo
      Pavolo

      Infine, in qualche caso dal dittongo viene rimossa la vocale non accentata:

      miele

      mèle
      Tuttavia quest'ultimo cambio non avviene spesso, e molti altri vocaboli (ad esempio piede, bianco, fiato, ecc.) restano tali e quali.
      (cfr. anche dopo, CAMBIO DI I CON R)





    2. LA PRONUNCIA DELLE SILLABE "CE" E "CI"

      All'interno delle parole, il gruppo "ce" viene pronunciato in modo scivolato, come "sce", e alcune volte persino scritto come tale:

      cena
      aceto
      piacere


      si pronuncia (e talora è scritto)
      si pronuncia (e talora è scritto)
      si pronuncia (e talora è scritto)

      scéna
      ascéto
      piascére

      Anche la sillaba ci ha un suono abbastanza scivolato rispetto a quello che ha in italiano, ma non è mai scritta "sci":

      amici
      acido
      cipolla

      amici (ma pronunciato "amisci")
      acido (ma pronunciato "ascido")
      cipolla (ma pronunciato "scipolla")

      Quando ci è da solo (nel senso di "ivi") diventa ce, e il suo suono è un po' meno scivolato del solito: ci stava diventa ce stava (comunque mai scritto sce stava).

      Al contrario, il suono di "ce" o "ci" non è quasi affatto scivolato quando la "c" è doppia, a causa della sua pronuncia dialettale:

      andarci (-vi)
      dicci
      se ci veniamo
      perché ce lo chiedete?

      annacce
      dicce
      si cce venìmo
      perché cce lo chiedete?





    3. SOSTITUZIONI DI LETTERE E GRUPPI

      In molti vocaboli si verificano alcuni cambi di lettera, quando i fonemi di cui fanno parte hanno un suono poco confacente alla pronuncia romanesca.



      QUADRO SINOTTICO DELLE PRINCIPALI SOSTITUZIONI
      sostituzione
      da L ad R
      da I ad E
      da S a Z
      da ND a NN
      da GLI o LI a J
      da I ad R
      da GIO - GIA a CIO - CIA
      da GIO - GIA a GGIO - GGIA
      da NG a GN
      da UO a O
      da O ad U (e vv.)
      da R a doppia consonante
      salto
      vi
      penso
      mandato
      quaglia
      carbonaio
      fagiolo
      fagiano
      attinge
      cuoco
      non
      lavarle
      sarto
      ve
      penzo
      mannato
      quaja
      carbonaro
      faciòlo
      faggiano
      attigne
      còco
      nun
      lavalle





    4. Introduzione al DIALETTO ROMANESCO
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